Home Notizie Calano i fumatori a Verona, ma aumentano le malattie respiratorie
|
|
Calano i fumatori a Verona, ma aumentano le malattie respiratorie |
|
|
dal Corriere del Veneto. it
inquinamento
«Tavolo per fronteggiare lo smog»
Miozzi non chiude la porta al Pd
L’opposizione accusa il centrodestra di immobilismo: «Investimenti solo in nuove strade». Il presidente della Provincia: ne parlerò con i miei assessori
Calano i fumatori a Verona, ma aumentano le malattie respiratorie (archivio)
VERONA—Dopo l’allarme lanciato dai medici, che hanno riscontrato un aumento delle malattie respiratorie tra i veronesi nonostante il calo dei fumatori, sul banco degli imputati finisce lo smog generato dal traffico. Il Partito democratico chiede che sia convocata una conferenza dei servizi a livello provinciale e dai Palazzi Scaligeri, il presidente Giovanni Miozzi si mostra aperto al dialogo. Come appurato dallo studio condotto dai medici di varie facoltà italiane, che hanno misurato le spirometrie e i campioni di sangue e di urina di ottomila veronesi, oggi un veronese su quattro soffre di rinite allergica, il 7 per cento della popolazione è asmatica e il 14 per cento deve fare i conti con la bronchite cronica. Tutti questi dati sono in sensibile aumento rispetto alle precedenti rilevazioni. Per la comunità scientifica il deterioramento della qualità dell’aria è una possibile causa del fenomeno. Il Partito democratico chiede di non perdere altro tempo per adottare politiche incisive di riduzione del traffico. «Le notizie che trapelano dall'ateneo scaligero - afferma Giuliano Bonato, organizzatore provinciale del Pd - e i dati sugli ultimi sei comuni scaligeri finiti in fascia A per inquinamento atmosferico, dovrebbero mettere in allarme i nostri amministratori, che in Comune e in Provincia hanno investito tutte le risorse sulle strade trascurando il trasporto pubblico locale.
Mentre gli studiosi approfondiscono la correlazione tra malattie respiratorie e inquinamento atmosferico, il Comune persevera con il traforo delle Torricelle, lasciandosi sfuggire i 120 milioni di finanziamento a fondo perduto dello Stato per la tramvia». «In Provincia - prosegue - il sistema ferroviario metropolitano di superficie continua a venire rimandato in favore opere dannose come il Motorcity, che secondo l'Arpav farà aumentare la concentrazione di polveri sottili di sei volte: dagli attuali 50 microgrammi per metro cubo d'aria (già al limite del consentito) a ben 300 microgrammi. Occorre convocare con urgenza una conferenza dei servizi provinciale dedicata solo a questo tema, fornire incentivi per l'acquisto di auto ecologiche, bloccare ogni altra opera insensata che produca maggiore inquinamento ». Miozzi respinge al mittente le accuse di immobilismo: «Proprio in questo momento (ieri pomeriggio, ndr) sono di ritorno da Roma dove ho incontrato il ministro Matteoli per discutere della costruzione di nuove strade ferrate. Più treni, meno auto - dichiara - secondo me è l’unica soluzione vera che si possa dare al problema dell’inquinamento: bisogna potenziare un mezzo pulito come il treno, migliorando l’efficienza del servizio. Parte delle risorse sono state trovate, ma dobbiamo cercarne altre per potenziare il collegamento tra Verona e l’Austria. A tal fine abbiamo deciso di costituire un tavolo tecnico che ci permetta di attivare gli strumenti utili a finanziare questo progetto». Secondo Miozzi la convocazione di una conferenza provinciale dei servizi su questo tema potrebbe essere una buona idea: «Ne parlerò con gli assessori per capire se è lo strumento migliore. Tutto ciò che può favorire la salute dei cittadini riceve senz’altro l’appoggio dell’amministrazione provinciale ».
|
|